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Significato ecologico del documento

Alla luce dei più recenti studi della moderna biologia la "Dichiarazione"

propone le norme di un' etica fondata sul diritto all'esistenza di tutte le specie,

nel quadro dell'equilibrio naturale. Ne deriva per l'uomo il dovere di rispettare

la Vita in tutte le sue forme nel rispetto dell'UNITA' e, al tempo stesso, della

DIVERSITA' degli esseri viventi; ne deriva ancora l'impegno ad una lotta

pacifica ma ferma per ridurre ed eliminare la sofferenza, la tortura, la

distruzione nell'ambito della comunità biologica a cui l'uomo appartiene e

dalla quale dipende.

Ogni specie, ogni individuo contribuisce, con la sua originalità, ad assicurare

la stabilità dinamica della biosfera e dunque la sopravvivenza di tutti i suoi

componenti. Ogni specie, ogni individuo possiede dunque DIRITTI

NATURALI ad un'esistenza degna. La specie umana ha invece iniziato

un'autoritaria gestione dell'economia biologica, gestione che è assicurata da

una continua gerarchizzazione delle specie e degli individui, riferita

esclusivamente alle possibilità di un gruppo culturale usato come unità di

misura.

L'addomesticazione totalitaria della Natura da parte dell'uomo è avvenuta a

prezzo di sofferenze, distruzioni e uccisioni di specie ed individui fino a

minacciare d'esitinzione l'Evoluzione e l'esistenza di tutta la biosfera.

Poichè l'uomo ha superato il limite oltre il quale l'equilibrio naturale può

essere definitivamente sconvolto, con danno irreversibile anche per la specie

umana, è necessario limitare quei diritti sul mondo che l'uomo si è

sconsideratamente arrogato.

Tale documento è quindi una proposta operativa per un impegno di vita che

si realizzi nel rifiuto del consumismo, dello spreco, dello sfruttamento e nella

gestione equa delle risorse, nella scelta di beni essenziali nel rispetto

dell'equilibrio biosferico sia nel settore produttivo che in campo scientifico,

culturale e del tempo libero.

Sul piano giuridico la Dichiarazione indica una strada per il riconoscimento e

la tutela dei diritti dell'animale considerato non in relazione al

possesso,all'affetto o all'utile ecologico dell' uomo, ma come soggetto,

individuo, portatore di interessi vitali.

La Dichiarazione universale dei diritti dell'animale, redatta dalla Lega

internazionale dei diritti dell'animale, è stata presentata a Bruxelles il 26

gennaio 1978 e sottoscritta da personalità del mondo filosofico, giuridico e

scientifico; successivamente è stata proclamata a Parigi presso la sede

dell'UNESCO, il 15 ottobre 1978, presenti Remy Chauvin, etologo e scrittore,

Alfred Kastler, premio Nobel per la fisicia, S.E. Hamza Boubakeur, rettore

dell' Istituto Mussulmano della Moschea di Parigi, il prof. Georges Heuse.

La delegazione italiana era costituita dalla dr. Laura Girardello, dal dr.

Giovanni Peroncini, dal prof. Mario Girolami e dalla prof. Clara Genero.