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Articolo 14

a) a) Le associazioni di protezione e di salvaguardia degli animali devono

essere rappresentate a livello governativo;

b) i diritti dell' animale devono essere difesi dalla legge come i diritti

dell'uomo.

[ Traduzione italiana di Laura Girardello ]

Lo spirito della D. U. D. A.

La Dichiarazione Universale dei Diritti dell' Animale è stata proclamata il 15

ottobre 1978 presso la sede dell'UNESCO a Parigi. Il suo testo è stato

redatto, nel corso di riunioni internazionali, da personalità appartenenti al

mondo scientifico, giuridico e filosofico e alle principali associazioni mondiali

di protezione animale. Tale Dichiarazione costituisce una presa di posizione

filosofica riguardo ai rapporti futuri tra la specie umana e le altre specie.

All'alba del XXI secolo essa propone infatti all'uomo le norme di un' ETICA

che dovrebbe essere fermamente e chiaramente espressa nel mondo attuale,

già così turbato, minacciato di distruzione e nel quale violenza e crudeltà

esplodono in ogni istante.

L' EGUALITARISMO della "Dichiarazione" deve essere ben compreso:

l'affermazione dell'art. 1: "Tutti gli animali nascono uguali davanti alla vita e

hanno gli stessi diritti all'esistenza "non esprime un'eguaglianza di fatto tra le

specie,ma un'eguaglianza di diritti,non nega cioè le evidenti differenze di

forme e di capacità esistenti tra gli animali, ma afferma il diritto alla vita di

tutte le specie nel quadro dell'EQUILIBRIO NATURALE.

L' uomo, nel corso del tempo, ha stabilito un codice di diritti relativi alla

propria specie; ma, nei confronti dell'universo, non dispone di alcun

particolare diritto. L'uomo è, in effetti, una delle specie animali terrestri, e una

delle più recenti comparse sulla terra. La Vita non appartiene alla specie

umana, l'uomo non è nè il creatore nè il detentore; la vita appartiene tanto

all'insetto che al pesce, tanto al mammifero che all'uccello.

L' uomo ha invece creato nel mondo vivente una gerarchia arbitraria che non

esiste in natura, tenendo conto solamente della propria utilità.

Questa gerarchia antropocentrica ha condotto allo SPECISMO, che consiste

nell'adottare un atteggiamento differente secondo le specie, nel distruggerne

alcun proteggendone altre, nel dichiarare che certe specie sono "utili", altre

"nocive", o "crudeli". Per causa dello SPECISMO alcuni proteggono il cane e

il gatto, mentre non si preoccupano degli animal selvatici imprigionati negli

zoo, oppure proteggono le aquile e perseguitano le talpe.