|
ADDESTRAMENTO
> ARTICOLI CORRELATI
indietro
>>
Introduzione all’addestramento
Il
rapporto che instauriamo con il nostro cane è spesso scorretto
o superficiale. Questa situazione viene creata da un insieme di fattori
strettamente legati allo stile di vita che l’uomo conduce, quali
il lavoro, le abitudini in famiglia, ed ancora, la scuola e lo studio,
ma soprattutto la qualità di tempo che dedichiamo al nostro amico.
Questi fattori influiscono in modo decisivo sull’equilibrio ed
il carattere di un cane evidenziando comportamenti ritenuti da noi talvolta
anomali o inspiegabili, pertanto dobbiamo comprendere quali metodi o
parametri
sono più idonei da utilizzare per una corretta educazione. Partendo
da una buona e appropriata scelta del cucciolo, è bene analizzare, fin
da i primi mesi di vita del nostro cane e bene capire di che “pasta è fatto” ,cioè,
se il nostro cucciolo svilupperà un carattere tenue, medio, forte.
Questa valutazione non dovrà influenzare i sentimenti che proviamo
per lui, ma semplicemente dovrà aiutarci nel proporci con il giusto
modo. Per essere più chiari, se il nostro cane manifesta un carattere
forte è deciso, il modo migliore per ottenere risultati positivi, è porgerci
a lui facendo altrettanto, cioè con fermezza è senza indugi,
ma soprattutto evitando di cedere alle sue lusinghe. Questo nostro comportamento,
applicato nel tempo, produrrà un buon controllo è un cane
equilibrato. Al contrario lo stesso comportamento applicato su un cane
timido è insicuro, contribuirebbe, con gli anni, in modo significativo,
nel far crescere un cane pauroso che manifesterà ansie e fobie.
Perciò le necessarie valutazioni caratteriali è meglio
non farle mai soli, né chiedere consiglio al solito amico che
ingenuamente produrrebbe più confusione di quanta ne potremmo
fare da soli. Ciò che è bene
sapere invece è che il nostro amico comunica con il “linguaggio
del corpo” cioè un insieme di movimenti singoli o associati
che ci permettono di soddisfare una nostra precisa richiesta. A questo
modo
di comunicare va sommato il timbro vocale e relativa intonazione con
la quale avviamo una richiesta o un comando. Schematizzando, con il movimento
del corpo indicante una postura e/o un un gesto preciso, ed associando
a questo un preciso vocabolo siamo in grado di far eseguire un azione
precisa
al nostro cane “esecuzione di un commando ”.
Da sottolineare che per il nostro amico è opportuno utilizzare
un vocabolario specifico formulato da parole brevi e incisive al fine
di portarlo
in pronta esecuzione senza crearli confusione o indecisioni di sorta.
Questa confusione può essere comunque creata, sé i componenti
della famiglia comunicano in modi e metodi differenti per far eseguire
lo stesso
ordine, comando o esercizio. E’ da ritenersi invece naturale la
gerarchia famigliare che il cane rispetterà rispondendo ed eseguendo
in modo differente i comandi a lui dati. La migliore resa riuscirà ad
averla il “capo branco” che non è necessariamente
il capofamiglia, ma colui che verrà scelto dal nostro amico per
l’affetto,
il sentimento, il rispetto che noi siamo stati in grado di darli. Senza
cadere in luoghi comuni, noi tutti non dobbiamo dimenticare che una delle
forme di declino del rapporto “uomo - cane” più insidiosa
e più diffusa risulta essere la tendenza ad umanizzare gli animali
che tanto amiamo, così’ snaturandoli e privandoli delle
loro caratteristiche ambientali e psicologiche, dando vita in questo
modo a cani ansiosi, depressi,
con salti di umore è comunque con problemi comportamentali. Questi
ultimi, paradossalmente vengono creati da l’uomo e talvolta le
si rivoltano contro, con atti di improvvisa ed estrema aggressività.
Rispondendo ad una domanda che spesso ci viene formulata:
L’addestramento cambia o modifica il carattere del cane rendendolo aggressivo?
No, l’addestramento è il completamento di una sana educazione
che ci permette di comunicare con il nostro amico, assumendo così un migliore
e più elevato controllo, senza alterare l’equilibrio e la bontà che
spontaneamente manifesta.
|
|